La Festa della Madonna della Milicia
Si constatò in seguito che i pirati avevano recato oltraggio all'icona, colpendola con una sciabola o scimitarra. Questa ipotesi troverebbe riscontro in alcuni documenti storici. Da un documento datato 15 luglio 1636 si apprende che una nave corsara, non riuscendo ad avanzare verso Palermo, approdò sulle coste della Milicia razziandone i territori ed oltraggiando la sacra immagine lì custodita. Alla notizia dello sbarco dei pirati i palermitani, temendo un'eventuale incursione ai danni della propria città, sospesero i festeggiamenti in onore della Santuzza e accorsero in aiuto dei milicioti e cacciarono i turchi.

I tagli sul retro della tavola lignea
E' in questa occasione che si affermò, tra i palermitani, la devozione alla Madonna della Milicia. I palermitani infatti, durante la solenne processione dell'otto settembre, portano a spalla con i confrati milicioti la "vara" con il quadro della Madonna e al suo rientro in chiesa la vara viene rivolta verso la città di Palermo, in segno di protezione.
Più realisticamente si pensa comunque che il quadro sia arrivato ad ALTavilla tramite scambi commerciali, attraverso cui giungevano in quell'epoca anche le opere d'arte. L'ipotesi più accreditata è la seguente: il marchese Francesco Maria Beccadelli di Bologna nella cappella annessa al suo palazzo ha voluto collocare un'immagine di famiglia dove erano rappresentati i due santi protettori di cui portava il nome, Maria e Francesco.
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Celebrazioni di oggi
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