Il nuovo cero pasquale. Conducimi tu, Luce gentile

Il progetto per il cero pasquale di quest’anno è ispirato dalla frase di John Henry Newman: “Conducimi tu, Luce gentile”. Le tenebre devono essere illuminate dalla luce, tenebre raffigurate, in questo caso, da un mare ai piedi della croce, con onde di varie gradazioni di blu e azzurro, colori che richiamano mancanza e tristezza, che si diramano verso l’alto avvolgendo il cero e la croce.

La luce, simbolo di eternità e verità che deve rischiarire le ombre scure del mare, si presenta come dei bagliori dorati che si insinuano tra le onde; le ritroviamo attorno alla croce di Gesù Cristo, delineata da raggi d’oro che richiamano la luce divina della fiamma viva del cero: la luce di Cristo Risorto, la luce della vita, che vince le tenebre e calma il mare tempestoso del nostro animo. L’Alfa e l’Omega, lettere dell’alfabeto greco, e l’indicazione dell’anno corrente indicano che Gesù è il principio e la fine di ogni cosa e a Lui appartengono il tempo, la gloria e il potere per tutti i secoli dei secoli.

 

Il cero pasquale è uno dei simboli più forti e significativi perché è il segno del Cristo Risorto, luce vera del mondo che illumina ogni uomo. Rappresenta il Kyrios, sole che non tramonta, luce della vita che impedisce di camminare nelle tenebre. Viene acceso con il fuoco nuovo nell’oscurità completa, perché a Pasqua tutto si rinnova. È il segno della vita nuova in Cristo che, strappando i peccatori dalle tenebre, li fa entrare con i santi nel regno della luce.

La chiesa è al buio. Brilla soltanto la luce del cero. Da questa luce si accenderanno le candele di ogni fedele che simboleggiano la vita nuova che il Signore ci comunica mediante lo Spirito Santo nella sua risurrezione. La luce di Cristo si espande sempre di più ed illumina ogni fedele prendendosene cura. Si vive un’esperienza mistica come quella vissuta da Newman e che tradusse in una poesia dove è palpabile la tensione e l’inevitabile convivenza tra la luce e le tenebre, la stessa poesia che, musicata dai maestri Ortolano e Liberto, continua a risuonare nella nostra comunità: Conducimi tu, Luce gentile conducimi nel buio che mi stringe; la notte è scura la casa è lontana, conducimi tu, Luce gentile.

Martina Di Miceli
Francesca Piraino

Altavilla Milicia, 3 aprile 2021

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