Coronavirus, nuove disposizioni della CEI sospese tutte le messe

A partire da domani 9 marzo, seguendo le indicazioni offerte dalla Conferenza episcopale italiana, confermate dall’Arcidiocesi di Palermo, sono sospese tutte le celebrazioni liturgiche con partecipazione dei fedeli (Ss. Messe, funerali inclusi, adorazioni, vie crucis, ecc.) fino a nuova e diversa comunicazione ufficiale.

Le Messe saranno celebrate all’orario consueto, ma a porte chiuse. Pertanto il Santuario resterà aperto dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 18 solo per la preghiera personale e la visita al Santissimo Sacramento, seguendo scrupolosamente le norme sanitarie precauzionali emanate dalle autorità competenti.

La Messa delle ore 18 sarà trasmessa in streaming ogni giorno e dopo la Messa seguirà la preghiera del santo Rosario sempre in streaming, in modo da permettere a tutti di unirsi spiritualmente ed elevare una corale e comunitaria preghiera al Signore chè ci liberi dal pericolo del contagio virale e da ogni altro male.

Preghiamo e facciamo penitenza per una rinnovata e sincera opera di conversione delle nostre vite, della Comunità e della società intera.

Il Signore Gesù Vi benedica con la luce del suo volto e ci conceda la sua pace e la sua consolazione.

La materna protezione di Maria ci conforti in questo momento di prova e allontani da noi ogni tentazione e ogni scoraggiamento. Un abbraccio benedicente dai vostri sacerdoti che pregano per voi.

La posizione della CEI

La Chiesa che vive in Italia e, attraverso le Diocesi e le parrocchie si rende prossima a ogni uomo, condivide la comune preoccupazione, di fronte all’emergenza sanitaria che sta interessando il Paese.

Rispetto a tale situazione, la CEI – all’interno di un rapporto di confronto e di collaborazione – in queste settimane ha fatto proprie, rilanciandole, le misure attraverso le quali il Governo è impegnato a contrastare la diffusione del “coronavirus”.

Il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, entrato in vigore quest’oggi, sospende a livello preventivo, fino a venerdì 3 aprile, sull’intero territorio nazionale “le cerimonie civili e religiose, ivi comprese quelle funebri”.

L’interpretazione fornita dal Governo include rigorosamente le Sante Messe e le esequie tra le “cerimonie religiose”. Si tratta di un passaggio fortemente restrittivo, la cui accoglienza incontra sofferenze e difficoltà nei Pastori, nei sacerdoti e nei fedeli. L’accoglienza del Decreto è mediata unicamente dalla volontà di fare, anche in questo frangente, la propria parte per contribuire alla tutela della salute pubblica.

 

Roma, 8 marzo 2020

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